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	<title>Grottaglie - Via Crispi Blog &#187; discarica</title>
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		<title>Comune ed Ecolevante assenti ingiustificati</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 30 maggio, si è svolto presso il Castello Episcopio di Grottaglie l’incontro-dibatitto organizzato dall’associazione “Sud in movimento” denominato “Discarica: arriva il 4°lotto?”.
All’evento sono stati formalmente invitati a partecipare l’Amministrazione Comunale ed il responsabile della discarica ing. Giuseppe Settanni.
Entrambi gli ospiti hanno disertato l’appuntamento senza nemmeno comunicare la propria assenza, in barba anche alle comuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 30 maggio, si è svolto presso il Castello Episcopio di Grottaglie l’incontro-dibatitto organizzato dall’associazione “Sud in movimento” denominato “Discarica: arriva il 4°lotto?”.<br />
All’evento sono stati formalmente invitati a partecipare l’Amministrazione Comunale ed il responsabile della discarica ing. Giuseppe Settanni.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Entrambi gli ospiti hanno disertato l’appuntamento senza nemmeno comunicare la propria assenza, in barba anche alle comuni regole di cortesia. </strong></span><br />
L’assenza tuttavia ha suscitato molto stupore tra le numerose persone presenti, che da tempo aspettavano un confronto su questo tema.<br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Infatti da lungo tempo l’amministrazione comunale capeggiata da Bagnardi, predicava il dialogo ed il confronto, salvo disertare gli appuntamenti, ciò denotando che la paventata disponibilità al dialogo, è assolutamente un fatto di facciata, oltre che di propaganda politica, che cerca di nascondere l’atavica incapacità di questa amministrazione di confrontarsi con i cittadini.</span></strong><br />
L’anomalia tuttavia è balzata subito all’occhio, infatti entrambi gli invitati, hanno assunto un comportamento speculare, vale a dire di silenzio assoluto, fatto assai strano, che sembra evidenziare un rapporto simbiotico, probabilmente determinato dalla dipendenza dalle royalty che il Comune riceve e dalle autorizzazioni di cui la Ecolevante ha bisogno.<br />
Il fatto è sembrato tanto più strano quando si è spiegato che le domande che l’associazione avrebbe posto, erano già state anticipate 20 giorni prima con la lettera di invito, ciò proprio per fugare dubbi circa la genuinità dell’incontro ed esprimere una leale apertura verso gli ospiti.<br />
Durante la serata è stata sviscerata la questione del 4° lotto ed è stato evidenziato, mediante l’esibizione del documento, che nel 1997 tra la Ecolevante ed il sindaco Vinci, vi era un rapporto epistolare nel quale si giungeva a concordare sulla realizzazione del 1° 2° 3° 4° lotto di discarica, tale fatto, unitamente all’autorizzazione a scavare di fianco al 3° lotto, ottenuta in data 15.03.2010 dalla Ecolevante, ha portato a ritenere che siano in atto le grandi manovre preparatorie.<br />
Alla luce di questi documenti e dei video proiettati, si è giunti a ritenere che l’opzione 4° lotto è tutt’altro che una supposizione, appare evidente che se gli ospiti avessero partecipato avrebbero potuto spiegare come in realtà stanno le cose.<br />
A questo punto non può che constatarsi, che al di là della propaganda, non c’è alcuna intenzione di confrontarsi, anzi ne è emerso un dato politicamente significativo, vale a dire che questa amministrazione non intende cambiare rotta su questa vicenda.<br />
In questi giorni, tuttavia, verrà inoltrata una formale richiesta al sindaco e a tutto il consiglio comunale con la quale l’associazione chiederà l’approvazione di una delibera di consiglio comunale nelle quale si stabilisca l’indisponibilità del territorio di Grottaglie ad ospitare nuove discariche o ulteriori ampliamenti.<br />
Grandi assenti delle serata, il Partito Democratico e il Popolo della Libertà, fatto anche questo anomalo  visto che, il PD nei mesi scorsi si è proposto come interlocutore per un cambio di rotta e per una apertura al dialogo, ed il PDL  a parole si è proposto come anti-.discarica. La serata si è conclusa con il contribuito al dibattito e gli interventi dei cittadini.</p>
<p><strong>Comunicato Stampa di Sud in Movimento</strong></p>
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		<title>Giuseppe Vinci, l’«uomo nero»</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 08:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Gianpaolo Cassese
«Alcuni hanno provato a farmi diventare, a forza, l’uomo nero, di cui spaventarsi e da tenere a bada. L’uomo nero della discarica, come se la scelta di aprire una discarica nel territorio, nella legalità e con tutte le precauzioni tecniche possibili e con un processo partecipato lungo e complesso, come noi nel 1998 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gianpaolo Cassese</strong></p>
<p>«<em>Alcuni hanno provato a farmi diventare, a forza, l’<strong>uomo nero</strong>, di cui spaventarsi e da tenere a bada. L’<strong>uomo nero della discarica</strong>, come se la scelta di aprire una discarica nel territorio, nella legalità e con tutte le precauzioni tecniche possibili e con un processo partecipato lungo e complesso, come noi nel 1998 abbiamo fatto fosse in sé un crimine contro il territorio stesso. Come se non esistesse nell’attualità il problema dello smaltimento dei rifiuti, sin quando ne produrremo e non saremo capaci di far diversamente con la differenziata e il riciclaggio. […] A coloro che dicono che Vinci è quello della discarica chiedete dove mettono i rifiuti che loro stessi producono. Qualcuno lo spieghi al fiero Cassese, che su Livù distribuisce onori e vergogne come un imperatore, e lancia nella vergogna Vendola perchè autorizza discariche dove sono indispensabili</em>». Ciò si legge in un’e mail fatta circolare dall’entourage di Giuseppe Vinci, ex sindaco, ex assessore provinciale e attuale candidato al Consiglio Regionale. </p>
<p>Mi ero ripromesso di non parlare di discariche, ma tirato in ballo come «imperatore» da Vinci o da chi gli è vicino, non posso che rimarcare ancora una volta la vergogna a Vendola con il quale sono state aperte a pochi passi da noi, tre nuove discariche per rifiuti speciali (tra cui il “terzo lotto” della Ecolevante) per una capienza di otto milioni di metri cubi. Otto milioni di metri cubi che per Vinci sarebbero “indispensabili”. Ma per chi? Di sicuro lo sono per quegli imprenditori che grazie ai rifiuti generano guadagni per milioni di euro sulla nostra pelle (e salute!). Come sono “indispensabili” per gli amministratori locali che possono godere, grazie alle discariche, di royalties e di finanziamenti vari, utili al consolidamento del loro potere. Di certo non lo sono per questo territorio, visto che di rifiuti speciali ne produciamo davvero pochi. Ad eccezione dell’Ilva che dispone comunque di sue, gigantesche discariche.</p>
<p>Dott. Vinci, se il problema dei rifiuti esiste è solo per responsabilità di chi, come lei, ha preferito le discariche alle buone pratiche del riciclo e della differenziata. Di chi, come lei, ha preferito alimentare il generoso business dei rifiuti anziché tutelare l’ambiente, la salute e la storia. Si, la storia, visto che, come saprà, la “sua” discarica ha persino cancellato un tratto dell’antica Via Appia. Per non parlare dei vincoli ignorati nel rilascio di tutti i pareri, finiti sotto la lente della Magistratura.</p>
<p>Sa cosa fanno, invece, in quegli Stati civili dove ci sono amministratori lungimiranti e preparati? Fanno la differenziata. Quella vera. Non quella a parole. Non quella con Lino Banfi sulle gigantografie stradali. Dalla differenziata si ottiene fino al 60% di residuo organico che fermenta poi in appositi digestori producendo energia elettrica e riscaldamento per intere città! Città ben più grandi di Grottaglie. E con plastica, alluminio e vetro alimentano aziende del riciclo, creando nuovi posti di lavoro. Qui da noi il più delle volte finiscono in discarica con tutto il resto. </p>
<p>In fin dei conti, se un’amministrazione non consente una differenziata porta a porta, con i dovuti controlli, come può pretendere che i cittadini la facciano? Se il legislatore non impone nuove regole per la riduzione degli imballaggi come può pretendere che i rifiuti diminuiscano? La realtà è che i rifiuti rappresentano un affare troppo appetibile, per rinunciarvi. Più facile parlare di “sindrome Nimby” per giustificare le discariche. Anche in una provincia, come quella di Taranto, in cui viene smaltita una quantità di rifiuti speciali, 14 volte superiore a quella dell&#8217;intera regione Lombardia. Per Vinci è «indispensabile»!</p>
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		<title>25 settembre 2007: nulla è cambiato!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 04:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Fwy6nQN8wqw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Fwy6nQN8wqw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Processo Ecolevante: da che parte sta l&#8217;Amministrazione comunale di Grottaglie?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 17:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 5 ottobre presso il Tribunale di Taranto, si terrà il processo a carico della discarica Ecolevante e del dirigente della provincia di Taranto, i quali risponderanno di abuso d’ufficio, realizzatosi nella fase di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione della discarica,.
In tale processo, il sud in movimento, unitamente ad altre associazioni e cittadini, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 ottobre presso il Tribunale di Taranto, si terrà il processo a carico della discarica Ecolevante e del dirigente della provincia di Taranto, i quali risponderanno di abuso d’ufficio, realizzatosi nella fase di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione della discarica,.<br />
In tale processo, il sud in movimento, unitamente ad altre associazioni e cittadini, di Grottaglie e San Marzano, è costituito parte civile, appare strano però, che in tale processo non si sia costituito il Comune di Grottaglie e le Provincia di Taranto, pur essendo previsto nei loro statuti la possibilità di farlo.<br />
Tale mancanza da parte di questi enti, che sono rappresentanti degli interessi di tutta la collettività, appare strana e preoccupante oltre che incomprensibile.<br />
Come è noto, la possibilità di costituirsi c’è l’hanno ancora, infatti, prima dell’apertura del dibattimento tale possibilità viene riconosciuta a coloro che non si siano costituiti davanti al GUP.<br />
Quindi, come mai non ci sono atti deliberativi in tal senso? Come mai non si sono nemmeno preoccupati di agire in difesa degli interessi della collettività?<br />
Tutta la vicenda legata alla discarica è poco chiara, così come lo è la posizione dell’amministrazione comunale e provinciale, tale atteggiamento, ovviamente certamente non aiuta a chiarire alcunché.<br />
Non si comprende infatti come mai, i nostri amministratori, in particolar specie l’assessore all’ambiente e il sindaco, siano immobili innanzi alle continue lamentele del sindaco di San Marzano, delle associazioni, dei cittadini che a San Marzano lamentano l’invivibilità della città a causa delle puzze., che da qualche tempo arrivano anche a GROTTAGLIE.<br />
Il fatto è francamente strano, va ricordato che recentemente la Regione, ha rilasciato alla Ecolevante spa, l’autorizzazione alla ricezione di rifiuti contenenti amianto, a patto di trattare la discarica come un sito da bonificare. In quella circostanza l’assessore all’ambiente non espresse nessun diniego, come mai? E come mai nonostante tali cautele le puzze sono aumentate?<br />
A tali problemi, sino ad oggi hanno risposto con l‘immobilismo, facendo spallucce, atteggiamento che da quando si parla di discarica rispecchia la linea politica del partito di appartenenza e della maggioranza, che nessuna posizione sembra esprimere in merito.<br />
Appare chiaro, allora, che sono tutti pronti a fare quadrato intorno alla discarica, assicurando, ai cittadini, solo a parole, di essere contrari, ma allora, perchè la maggioranza non approva un documento di indirizzo con cui dichiara che non ci saranno ulteriori ampliamenti, anche alla luce dei lavori che intorno al terzo lotto si stanno realizzando, presumibilmente per il quarto lotto.<br />
Siamo certi che quell’atto di indirizzo verrebbe sostenuto anche dalla minoranza, che però non sembra nemmeno richiederlo. Allora mentre tutti sono pronti al parapiglia, i termini decorrono, gli atti di indirizzo non si propongono, e le cose rimangono sempre allo stesso modo, evidentemente perché, per cambiare ci vuole coraggio, qualità che negli ultimi tempi sembra latitare.<br />
<strong>Speriamo che il sindaco o l’ assessore, probabilmente impegnati per le regionali, entro il 5 ottobre si ricordino e provvedano a costituirsi parte civile, e predispongano l’atto di indirizzo, altrimenti tutti i proclami e le buone intenzioni cadranno nel vuoto.</strong></p>
<p><strong>Comunicato stampa di Sud in Movimento</strong></p>
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		<title>Deroghe all&#8217;Ecolevante</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 15:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi 23.06.2009, presso la regione Puglia, si  è tenuta  la conferenza dei servizi nella quale si è  discussa  la concessione  della deroga al DM.03.08.2005, richiesta dalla Ecolevante S.P.A. Tal deroga prevede che si possano accettare rifiuti con “livelli di eluato 3 volte superiori ai limiti”  e la possibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi 23.06.2009, presso la regione Puglia, si  è tenuta  la conferenza dei servizi nella quale si è  discussa  la concessione  della deroga al DM.03.08.2005, richiesta dalla Ecolevante S.P.A. Tal deroga prevede che si possano accettare rifiuti con “livelli di eluato 3 volte superiori ai limiti”  e la possibilità di conferire in discarica rifiuti contenti amianto. La conferenza dei servizi è stata rinviata a data da destinarsi, in quanto si rendono necessarie della indagini e nuovi accertamenti.  Il Sud in Movimento  di Grottaglie, la Pro loco  Marciana di San Marzano,  hanno inviato una istanza di rinvio, deducendo che a fronte del rinvio a giudizio del dirigente della provincia e dell’amministratore della discarica Ecolevante S.p.a, che avrebbero rilasciato/ottenuto  le autorizzazioni con abuso di ufficio, si rende necessario non rilasciare nuove autorizzazioni che possano ulteriormente arrecare pericoli e disturbi ai cittadini di Grottaglie e San Marzano. Come è noto, a San Marzano  continua ad arrivare le puzza della discarica  che  da quando è aperto il III° lotto,  arriva anche a Grottaglie. Va detto che, come prevede lo stesso D.M. ,prima di rilasciare tale deroga è necessario che il Ministero dell’Ambiente, emani un decreto apposito contenente tabelle,  valori e parametri da rispettare, cosa che non ha ancora fatto.  Le associazioni rendono noto che i modelli utilizzati per  valutare i rischi di una  discarica, con la deroga richiesta,  sono sperimentali,  quindi non offrono certezze  e che comunque vi è la necessità, prima di tutto, che   la magistratura penale si pronunci. In  ogni caso si ribadisce la necessità di annullare tutte le autorizzazioni sinora concesse ed  alla luce del rinvio a giudizio e della  rielezione di Florido, il quale in campagna elettorale ne ha tanto parlato, provvedere, come scritto nella delibera provinciale  di qualche mese fa, all’annullamento in autotutela. In ogni caso si spera che l’amministrazione di Grottaglie, alla prossima conferenza dei servizi, anziché prendere atto, si pronunci contrariamente e  decida, all’udienza del 05.10.2008,  di costituirsi parte civile  insieme alla provincia,  nei confronti  della discarica, dimostrando realmente di essere contraria alla stessa.<br />
                                                                                                                                                      <strong>Comunicato stampa di Sud In Movimento</strong></p>
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		<title>Il rinvio a giudizio di Etta Ragusa coordinatrice del comitato Vigiliamo per la discarica</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 07:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fatti:
Il 24 dicembre 2006 il bimestrale di Grottaglie “Via Crispi” pubblica un articolo dal titolo “Discarica, soldi e partiti” con l’annuncio “Nel prossimo numero nel dettaglio tutte le sponsorizzazioni chieste ed ottenute dai partiti”.
Il 14 febbraio 2007, non essendo comparsa sul bimestrale “Via Crispi”, né lo sarà in seguito, ulteriore notizia inerente l’oggetto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>I fatti:</strong></span><br />
Il <strong>24 dicembre 2006</strong> il bimestrale di Grottaglie “Via Crispi” pubblica un articolo dal titolo “Discarica, soldi e partiti” con l’annuncio “Nel prossimo numero nel dettaglio tutte le sponsorizzazioni chieste ed ottenute dai partiti”.<br />
Il <strong>14 febbraio 2007</strong>, non essendo comparsa sul bimestrale “Via Crispi”, né lo sarà in seguito, ulteriore notizia inerente l’oggetto del suddetto articolo, il comitato Vigiliamo per la discarica, a mezzo racc.a.r., invia alla Procura della Repubblica copia del bimestrale  “Via Crispi” del 24.2.2006.<br />
Essendo  pervenute, nel frattempo, al comitato Vigiliamo per la discarica fotocopie di documenti che attestavano dei finanziamenti a partiti e associazioni da parte di Ecolevante spa,<strong> documenti dai quali non si evinceva affatto che fossero inerenti a eventuali procedimenti penali</strong>, la coordinatrice del comitato Vigiliamo per la discarica prof.ssa A. Ragusa, <strong>il 22 febbraio 2007</strong>,  col pieno consenso e a nome del comitato stesso, consegna alla Procura della Repubblica di Taranto, nelle mani del Procuratore, un esposto con le suddette fotocopie, <strong>che la coordinatrice del comitato non ha mai pubblicato</strong>.<br />
A seguito di una querela del legale rappresentante della Ecolevante spa, un sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, ha ritenuto di emettere il decreto di citazione a giudizio nei confronti della prof.ssa Ragusa, per “il reato di cui agli artt.110-684 C.P. <strong>per avere, in unione e concorso con ignoti, congiuntamente all’esposto depositato in data 22.02.2007 presso la Procura della Repubblica di Taranto, nella sua qualità di coordinatrice del comitato Vigiliamo per la discarica, pubblicato atti e documenti, movimentazioni bancarie su c/c  intestati a Ecolevante spa, ricevute di pagamento, copie delle matrici di assegni emessi … &#8211; di un procedimento penale … pendente presso la sopracitata Procura della Repubblica, di cui era vietata a quel momento, per legge, la pubblicazione.”</strong><br />
Difendono la prof.ssa Ragusa gli avvocati Rosa Lupo e Antonio Lupo.<br />
Il 7 maggio 2009 alle 9 presso il Tribunale di Taranto in via Marche, nell’aula D al piano terra, si svolgerà l’udienza pubblica.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>A questo punto il comitato Vigiliamo per la discarica, che opera in Grottaglie continuativamente dal 2004, rende noto quanto segue:</strong></span><br />
<strong>Ogni decisione</strong> relativa alla consegna della documentazione oggetto del rinvio a giudizio, così come ogni altra decisione, è stata presa dalla prof.ssa Ragusa d’accordo con i componenti del comitato Vigiliamo per la discarica.<br />
<strong>Da sempre</strong> il comitato considera i rappresentanti delle Istituzioni suoi interlocutori naturali per cercare di capire a fondo cosa è accaduto e cosa continua ad accadere per tutto ciò che concerne le autorizzazioni, la costruzione e la gestione di impianti di smaltimento di rifiuti nella Regione Puglia, nella Provincia di Taranto e anche per ciò che ha riguardato e riguarda le tre discariche gestite in Grottaglie da Ecolevante spa., e conosciute come I lotto di 330.000 metri cubi, II lotto di 1.200.000 metri cubi, III lotto di 2.200.000 metri cubi.<br />
<strong>Da sempre</strong> le norme statutarie del comitato Vigiliamo per la discarica recitano “Siamo per la difesa dell’ambiente e della salute, non contro qualcuno. Cerchiamo la verità perché il problema è complesso e il rischio elevato”.<br />
<strong>Da sempre</strong> il comitato Vigiliamo per la discarica esercita con coraggioso senso di responsabilità il compito, appunto, di “vigilare” sulle autorizzazioni e sull’esercizio di una  serie di impianti di smaltimento di rifiuti delicatissimi per l’ambiente e la salute dei cittadini.<br />
<strong>E’ attraverso le azioni di sensibilizzazione</strong> del comitato Vigiliamo per la discarica che la cittadinanza di Grottaglie ha preso consapevolezza di cosa significa avere nel proprio territorio una discarica per rifiuti speciali, che la zona non produce (l’Ilva infatti ha le proprie discariche).<br />
<strong>L’ostinata fiducia nelle Istituzioni</strong> ha portato, e continuerà a portare, il comitato Vigiliamo per la discarica a presentare le proprie documentate istanze in tutte le sedi opportune, a costituirsi parte civile e a promuovere azioni popolari in sostituzione delle amministrazioni comunali e  provinciali inerti e irresponsabili, non solo in processi che riguardano la Ecolevante spa, ma in ogni altro processo in cui siano a rischio la tutela della salute e dell’ambiente, come prevede lo statuto.<br />
<strong>La stessa ostinata fiducia</strong> nelle Istituzioni e la coscienza della necessità della partecipazione consapevole dei cittadini, oltre che la volontà di assolvere al ruolo previsto nello statuto, hanno portato il comitato Vigiliamo per la discarica a proporre e a fare approvare una legge regionale di iniziativa popolare per regolamentare l’ingresso dei rifiuti speciali in Puglia secondo il principio di prossimità e appropriatezza sancito dall’unione Europea.<br />
<strong>La coordinatrice</strong> del comitato Vigiliamo per la discarica, prof.ssa A. Ragusa, in rappresentanza di tutti i componenti dello stesso comitato, <strong>ha sempre esercitato ogni iniziativa pubblica</strong> &#8211; ivi compresa quella per la quale è stata rinviata a giudizio e per la quale sarà giudicata il 7 maggio &#8211;  <strong>nella piena consapevolezza</strong> di quanto finora sembra garantito a tutti i cittadini dalla Repubblica Italiana, nonché dalle norme nazionali ed europee che contemplano e tutelano diverse forme di cittadinanza attiva e partecipata, soprattutto in materia di difesa della salute e dell’ambiente.<br />
<strong>In tale piena consapevolezza</strong> la prof.ssa Ragusa, col consenso e a nome del comitato Vigiliamo per la discarica, <strong>ha sentito il dovere morale e civico</strong>, appena venutane in possesso, <strong>di consegnare al Procuratore della Repubblica la documentazione</strong> inerente finanziamenti a partiti e associazioni di Grottaglie elargiti da Ecolevante spa.<br />
<strong>Sapendo perfettamente che, come non è proibita la liberalità nella elargizione di finanziamenti da parte di qualunque privato, così è fatto obbligo &#8211; a chi elargisce e a chi riceve, soprattutto se si tratta di partiti politici &#8211; di rendere pubblici finanziamenti e sponsorizzazioni, ferma restando la responsabilità morale sia di chi li elargisce, sia di chi li richiede e li riceve.</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>dal Comitato Vigiliamo per la discarica</strong></span></p>
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		<title>Vigiliamo per la Discarica respinge l&#8217;ordinanza di Vendola</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 16:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro inaccettabile atto di arroganza autoritaria da parte di Vendola commissario straordinario per l’emergenza rifiuti e presidente di tutta la regione Puglia
Il comitato Vigiliamo per la discarica respinge con forza l’ordinanza del Commissario regionale straordinario sui rifiuti Vendola, in cui si stabilisce che il materiale biostabilizzato prodotto dall’impianto Sud Gas di Poggiardo venga conferito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Un altro inaccettabile atto di arroganza autoritaria da parte di Vendola commissario straordinario per l’emergenza rifiuti e presidente di tutta la regione Puglia</strong></span></p>
<p>Il comitato Vigiliamo per la discarica respinge con forza l’ordinanza del Commissario regionale straordinario sui rifiuti Vendola, in cui si stabilisce che il materiale biostabilizzato prodotto dall’impianto Sud Gas di Poggiardo venga conferito, per i prossimi trenta giorni, presso l’impianto di Grottaglie mentre la precedente ordinanza li destinava all’impianto di Autigno in provincia di Brindisi.<br />
Questa ordinanza firmata da Vendola ieri, mercoledì 8 aprile, è un ennesimo atto di arroganza autoritaria nei confronti dei cittadini di Grottaglie e S.Marzano, che hanno la colpa di risedere a poche centinaia di metri dalla discarica Ecolevante, alla quale continuano ad essere destinati i rifiuti provenienti dall’impianto Sud Gas di Poggiardo.<br />
A quanto pubblicato dal giornale on line “Il Paesnuovo.it”  di mercoledì 8 aprile” “<strong>questa decisione è stata presa a seguito dei risultati delle analisi effettuate da Arpa Puglia sul materiale biostabililzzato di Poggiardo, che hanno dato esiti ancora insufficienti per una valutazione  conclusiva</strong>”.<br />
Quindi quanto non va bene per la discarica di Brindisi, va invece bene per la discarica di Grottaglie!<br />
Pertanto, il comitato Vigiliamo per la discarica invita le Autorità competenti -Sindaco di Grottaglie Bagnardi, presidente della provincia jonica Florido e presidente della ASL- a reagire adeguatamente a questa autoritaria e pericolosa imposizione che fa del territorio di Grottaglie un territorio “legibus solutus”. Le autorità joniche devono chiedere anche per il nostro territorio il rispetto delle leggi che sono valide per tutto il territorio nazionale!<br />
Il comitato inoltre informa che questo stesso comunicato viene inviato anche alla Procura di Taranto per le indagini di sua competenza.<br />
E nello stesso tempo invita ancora una volta il commissario Vendola, nonché presidente di tutta la regione Puglia, a far pubblicare sul sito della Regione tutti gli atti da lui emanati in qualità di Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. La cittadinanza jonica ha il diritto di conoscere tempestivamente quanto viene deciso sulla sua pelle!</p>
<p><strong>Dal Comitato Vigiliamo per la discarica</strong></p>
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		<title>Da Vigiliamo per la Discarica&#8230; finalmente una buona notizia!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 08:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il GUP ammette la costituzione di parte civile di associazioni, del Comune di San Marzano di San Giuseppe e di cittadini elettori, questi ultimi sulla base di un’azione popolare proposta in sostituzione della Provincia di Taranto e del Comune di Grottaglie rimasti inerti
Il Giudice dell’udienza preliminare dott.ssa Ingenito ha ammesso la costituzione di parte civile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il GUP ammette la costituzione di parte civile di associazioni, del Comune di San Marzano di San Giuseppe e di cittadini elettori, questi ultimi sulla base di un’azione popolare proposta in sostituzione della Provincia di Taranto e del Comune di Grottaglie rimasti inerti</strong></p>
<p>Il Giudice dell’udienza preliminare dott.ssa Ingenito ha ammesso la costituzione di parte civile proposta da molti cittadini elettori che hanno agito in sostituzione del Comune di Grottaglie e della Provincia di Taranto, i cui attuali rappresentanti istituzionali sono rimasti inerti nel procedimento penale in corso nei confronti dell’amministratore delegato della Ecolevante spa e dell’ex dirigente del Servizio ecologia e ambiente della Provincia di Taranto, imputati di abuso d’ufficio e altri reati in relazione alle autorizzazioni rilasciate per la costruzione del III lotto della discarica di proprietà e gestita da Ecolevante s.p.a.<br />
Il Giudice dell’Udienza Preliminare ha altresì ammesso la costituzione di parte civile del Comune di San Marzano di San Giuseppe, in persona del Sindaco p.t. dott. Giuseppe Borsci, e di molte altre associazioni nel medesimo procedimento. Si tratta di: Vigiliamo per la discarica, Sud in movimento, Pro loco Marciana, Anpana e Lida.<br />
Il Giudice dott.ssa Ingenito, richiamando una pronuncia del Consiglio di Stato, ha evidenziato, in relazione all’azione popolare proposta dai cittadini elettori, che “la sostituzione dell’attore popolare al comune costituisce una grave limitazione all’autonomia dell’ente”.<br />
Il comitato Vigiliamo per la discarica evidenzia che, a quanto gli risulta, è la prima volta che nel circondario del Tribunale di Taranto viene esercitata e riconosciuta un’azione popolare da parte ci cittadini elettori.<br />
Per quel che riguarda il Comune di San Marzano, la dott.ssa Ingenito, nell’ammetterne la costituzione di parte civile, ha rilevato che “nell’atto di costituzione sono diffusamente esposte le ragioni che giustificano la domanda di intervento del suddetto ente civico in qualità di danneggiato dai reati in contestazione”.<br />
Il Comitato Vigiliamo per la discarica sottolinea inoltre la motivazione con la quale il GUP dott.ssa Ingenito ha ammesso la costituzione di parte civile delle associazioni. Si legge infatti nell’ordinanza: “Le suddette associazioni, sebbene non riconosciute ai sensi dell’art.13 della legge n.349/1886, sono radicate nel territorio in cui sono avvenuti i fatti in contestazione e hanno offerto prova della continuità e rilevanza dell’azione svolta a difesa del territorio. Come è noto gli enti esponenziali di interessi collettivi possono essere danneggiati (in senso proprio) da attività lesive degli interessi di cui sono portatori; le associazioni ambientaliste sono dunque per orientamento giurisprudenziale dominante, legittimate in via autonoma e principale all’azione di risarcimento per danno ambientale, quando siano statutariamente portatrici di interessi ambientali territorialmente determinati, concretamente lesi da un’attività illecita. Nel caso di specie, infatti, è pacifico che le associazioni sopra indicate sono portatrici per loro statuto degli interessi collettivi alla tutela ambientale del luogo, e come tali sono legittimate a costituirsi parte civile per il danno ambientale, in base all’assunto accusatorio, provocato dalla illecita realizzazione della discarica”.</p>
<p><strong>Dal Comitato Vigiliamo per la Discarica</strong></p>
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		<title>Continua il monitoraggio del Presidio Permanente</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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Da qui a giovedì, il presidio sarà ogni sera in piazza Milite Ignoto a San Marzano. Obiettivo: impedire l&#8217;apertura della piattaforma della Universal Service.
Così com&#8217;è autorizzata, la piattaforma è un parcheggio per rifiuti speciali in pieno centro abitato, sulla strada per Sava. Serve per incrementare il traffico di rifiuti nelle discariche della zona (Ecolevante e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viacrispi.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/01-09-08_1713.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-462" title="01-09-08_1713" src="http://www.viacrispi.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/01-09-08_1713.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong>Da qui a giovedì, il presidio sarà ogni sera in piazza Milite Ignoto a San Marzano. Obiettivo: impedire l&#8217;apertura della piattaforma della Universal Service.</strong><br />
Così com&#8217;è autorizzata, la piattaforma è un parcheggio per rifiuti speciali in pieno centro abitato, sulla strada per Sava. Serve per incrementare il traffico di rifiuti nelle discariche della zona (Ecolevante e Vergine su tutte) ed è la premessa per nuovi inceneritori.<br />
L&#8217;annullamento di tutte le delibere di autorizzazione a questa struttura che tra l&#8217;altro è abusiva è necessario. Ma c&#8217;è la volontà da parte del Comune di San Marzano? Pare proprio di no. Sembra che invece ci sia la voglia di prendere in giro parlando di &#8220;paletti&#8221;, prescrizioni, documenti congiunti, accordi col gestore ed altre amenità simili: carta straccia rispetto ad una delibera del 2005 (affinata nel 2007) che dà il nulla osta a Lonoce, vicino di Ecolevante, per fare ciò che vuole con ecoballe e materiale da incenerire. Perciò il presidio sarà in piazza ogni sera.<br />
Conferma del sequestro del primo e del secondo lotto. Altro che discarica controllata&#8230; Ora però il sequestro intralcerà le necessarie opere di bonifica? Sarebbe una truffa nella truffa se i sigilli (che ancora non sono stati posti) siano un modo per chiudere una discarica già piena senza quella gestione post-operativa, necessaria per evitare ulteriori danni ambientali ma onerosa per il gestore Ecolevante.<br />
Proprio al primo lotto della discarica Ecolevante si è verificata ieri una cosa gravissima: fuoriuscita di un liquido schiumoso e denso da un sylos. E&#8217; percolato? Alla polizia è stato impedito l&#8217;accesso alla discarica. E così gli agenti hanno dovuto controllare dall&#8217;esterno questo fenomeno impressionante. Oggi dovrebbero partire i controlli. Come al solito i gestori ci hanno tenuto a dire che è tutto sotto controllo (?) ma intanto stamani c&#8217;erano alcuni tecnici con Settanni proprio davanti ai sylos da cui ieri fuoriusciva una schiuma quasi certamente tossica.<br />
Oggi in tribunale, altra udienza del processo &#8220;Terzo lotto&#8221;. Ecolevante e Provincia insieme, inquisiti. Abuso in atto d&#8217;ufficio e violazione delle norme ambientali, questi i reati ipotizzati, mentre il Pubblico Ministero parla di collusione, così, senza mezzi termini. Praticamente, per autorizzare la discarica sono stati falsificati gli atti pubblici, con cancellazione di vincoli, di siti archeologici, di un centro di terapia per diversamente abili e di una condotta di acqua potabile, che si trova proprio a ridosso della discarica ma che è scomparsa dagli atti pubblici. rguardo a questo, nuovi aggiornamenti, oggi, su questo blog, e stasera appuntamento nella piazza centrale di san marzano. Assemblea, ore 20 circa.</p>
<p>dal <strong>Presidio Permanente No Discariche</strong></p>
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		<title>Interrogazione al Senato della Repubblica per la discarica Ecolevante di Grottaglie</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 17:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui di seguito l&#8217;interrogazione a risposta orale presentata al Senato della Repubblica dal Senatore Caforio dell&#8217;Italia dei Valori concernente la questione della discarica di Grottaglie:
Atto n. 3-00307 (in Commissione)
Pubblicato il 15 ottobre 2008
Seduta n. 73
CAFORIO , RUSSO , BELISARIO , DI NARDO &#8211; Al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Qui di seguito l&#8217;interrogazione a risposta orale presentata al Senato della Repubblica dal Senatore Caforio dell&#8217;Italia dei Valori concernente la questione della discarica di Grottaglie:</strong></span></p>
<p>Atto n. 3-00307 (in Commissione)<br />
Pubblicato il 15 ottobre 2008<br />
Seduta n. 73</p>
<p><strong>CAFORIO , RUSSO , BELISARIO , DI NARDO &#8211; Al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. -</strong></p>
<p>Premesso che:</p>
<p>in data 12 dicembre 2003 la Ecolevante S.p.A, società esercente l&#8217;attività di smaltimento di rifiuti avente sede legale in Santa Croce sull&#8217;Arno (Pisa), ha presentato presso la Provincia di Taranto istanza per l&#8217;approvazione del progetto di ampliamento in terzo lotto della discarica per rifiuti speciali non pericolosi (tipo ex 2B), già sita in contrada &#8220;La Torre Caprarica-Amici&#8221; a Grottaglie (Taranto), per una capacità totale di smaltimento di 2.200.000 metri cubi;</p>
<p>con determinazione del dirigente del settore ecologia ed ambiente, in data 3 novembre 2005, n. 173, la Provincia approvava il progetto ed autorizzava l&#8217;esercizio del terzo lotto della discarica. A seguito dell&#8217;entrata in vigore di un&#8217;ordinanza del commissario delegato per l&#8217;emergenza rifiuti per la regione Puglia per l&#8217;interruzione di tutti i provvedimenti autorizzativi in corso, il Direttore generale della Provincia di Taranto richiedeva di rivedere la determinazione favorevole, che veniva però confermata con determina n. 21 del 22 marzo 2006;</p>
<p>il provvedimento autorizzativo veniva annullato con sentenza del 5 luglio 2007 dal Tribunale amministrativo della regione Puglia. Avverso tale sentenza la società Ecolevante proponeva appello, accolto dal Consiglio di Stato con sentenza 14 giugno 2007;</p>
<p>i comitati locali e le associazioni del luogo hanno sollevato numerose e documentate eccezioni in relazione alla correttezza e trasparenza del procedimento autorizzativo seguito con riferimento a tale impianto. Preliminarmente, è stato rilevato che, nella relazione allegata al progetto esecutivo di ampliamento in terzo lotto della discarica predetta, la descrizione dell&#8217;area di studio recava una rappresentazione dei luoghi non esattamente corrispondente alla situazione del sito;</p>
<p>l&#8217;opera in oggetto viene infatti realizzata in un territorio di rilevante interesse paesaggistico ed ambientale. In particolare, essa si colloca in prossimità di un Santuario rupestre del XIII secolo dedicato alla Madonna delle Grazie di San Marzano, di assoluto interesse storico-culturale ma anche archeologico e paesaggistico; in prossimità della via Appia Antica e di un insediamento archeologico già sottoposto a vincolo ai sensi della legge n. 1089 del 1939 e quindi del decreto legislativo n. 42 del 2004;</p>
<p>la realizzazione dell&#8217;opera interessa infine un&#8217;area nelle vicinanze di una conduttura idro-potabile dell&#8217;Acquedotto pugliese, che corre lungo il confine del terzo lotto, e di una casa famiglia per diversamente abili, nonché di manufatti rurali, abitazioni civili ed insediamenti produttivi, non risultanti dalla relazione esplicativa del citato progetto né dal parere favorevole del Comitato tecnico provinciale reso in data 6 luglio 2004, dalla determinazione dirigenziale n. 242 del 7 luglio 2004 della Regione Puglia &#8211; Settore ecologia e dalla determinazione n. 173 del 3 novembre 2005 con la quale si approvava il progetto e si autorizzava definitivamente l&#8217;esercizio del terzo lotto alla discarica;</p>
<p>le problematiche connesse alla localizzazione del terzo lotto sono state poste in evidenza dal primo firmatario della presente interrogazione durante la missione in Puglia della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti in data 1° febbraio 2008;</p>
<p>la ragguardevole distanza, già evidenziata dal Servizio ecologia ed ambiente della Provincia, che intercorre fra il terzo lotto e la discarica preesistente, con conseguente inutilizzabilità di una serie di infrastrutture del preesistente impianto, nonché la frapposizione della strada statale 603 Francavilla-Carosino tra il lotto richiesto come ampliamento e la discarica già autorizzata, hanno indotto il Comitato tecnico istituito presso la Provincia di Taranto a rilevare, già nell&#8217;aprile 2004, che si era in presenza, di fatto, di un progetto di nuova discarica posizionata nel pressi di quella esistente. La società istante non ha tuttavia ritenuto di dover presentare specifica domanda per una nuova discarica, autonoma rispetto a quella preesistente;</p>
<p>la discarica in questione è oggetto di un procedimento penale (n. 30/10596/07) nell&#8217;ambito del quale un dirigente della Provincia di Taranto e l&#8217;amministratore della società risultano indagati per avere, rispettivamente, rilasciato e ricevuto le autorizzazioni alla realizzazione della discarica con abuso di ufficio ai sensi dell&#8217;articolo 323, primo e secondo comma del codice penale, nonché in violazione degli articoli 110 del codice penale, 181, commi 1 e 1-bis del decreto legislativo n. 42 del 2004, articolo 44, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e articolo 256, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006;</p>
<p>nel mese di luglio 2008, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, ritenuto di non dover formulare richiesta di archiviazione, comunicava l&#8217;avviso della conclusione delle indagini preliminari agli indagati, con riferimento alla determinazione dirigenziale n. 173 del 2005 con cui si autorizzava la costruzione di una discarica in violazione delle norme tecniche di attuazione del piano urbanistico territoriale tematico, che individuava il sito interessato come ambito territoriale non destinabile a discarica;</p>
<p>nel mese di ottobre 2007 il Nucleo di Polizia tributaria di Taranto, nell&#8217;ambito di un servizio in materia di tutela ambientale presso la discarica già esistente, ha appurato, sulla base di accertamenti esperiti sul posto, con l&#8217;ausilio di personale dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia di Bari, che la suddetta discarica ha operato in violazione delle prescrizioni e dei vincoli imposti dalla Provincia di Taranto con apposita determina di autorizzazione concessa alla Ecolevante S.p.A. nel dicembre del 2006. Si riscontrava, nella circostanza in questione, l&#8217;utilizzo della discarica per lo stoccaggio e l&#8217;accumulo di ingenti rifiuti speciali in difformità rispetto alla relativa documentazione di accompagnamento e senza alcuna verifica o analisi chimica dei rifiuti stessi, in violazione del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e del decreto ministeriale 3 agosto 2005. Si procedeva quindi a sottoporre a sequestro preventivo di iniziativa, ai sensi dell&#8217;articolo 321, comma 3-bis, del codice di procedura penale, in data 26 ottobre 2007, un&#8217;area adibita a discarica per rifiuti speciali non pericolosi (ex II cat. Tipo «B»), decine di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, nonché diversi mezzi pesanti per movimento e spianata, nonché a denunciare alla competente Autorità giudiziaria due persone per violazione dell&#8217;articolo 256, commi 1, lettera b), e 4 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;</p>
<p>a seguito delle suddette operazioni di polizia giudiziaria, il pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Taranto ha autorizzato la prosecuzione del conferimento, nella medesima discarica, solo dei rifiuti provenienti da altre province, sulla base di provvedimenti emergenziali in atto, ed ha istruito il relativo procedimento penale (n. 9085 del 2007). In data 29 ottobre 2007, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha depositato, controfirmata per assenso dal Procuratore Capo della Repubblica, la richiesta di convalida del sequestro al Giudice per le indagini preliminari, del Tribunale di Taranto. Successivamente il Giudice per le indagini preliminari ha disposto, in data 5 novembre 2007, la convalida del sequestro preventivo operato d&#8217;urgenza dalla polizia giudiziaria ed ha ritenuto legittimo e correttamente eseguito il sequestro preventivo realizzato ai sensi dell&#8217;articolo 321 del codice di procedura penale, confermando altresì la possibilità per la discarica di continuare ad accogliere rifiuti in base a provvedimenti emergenziali. E&#8217; intervenuto successivamente il dissequestro da parte del Tribunale del riesame di Taranto, avverso il quale la Procura ha formulato ricorso per Cassazione. La Cassazione, ritenendo fondate le ragioni del Sostituto Procuratore ricorrente, ha cassato con rinvio la decisione del riesame;</p>
<p>la Procura della Repubblica ha altresì ritenuto illegittima, nell&#8217;ipotesi accusatoria che si rileva dall&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari del luglio 2008, ogni ulteriore determina autorizzativa dell&#8217;ampliamento della preesistente discarica, in quanto, per materiale distanza e separazione, trattavasi di impianto nuovo, sulla cui autorizzazione era conseguentemente competente non la Provincia ma la Regione Puglia;</p>
<p>in data 1° settembre 2008, i comitati e le associazioni di cittadini hanno segnalato che da un camion che si apprestava a conferire rifiuti in discarica fuoriusciva percolato. Da ultimo, fra il 13 e il 15 settembre, la fuoriuscita di miasmi maleodoranti dall&#8217;impianto ha generato allarme nella zona, inducendo alcuni cittadini a ricorrere a cure mediche;</p>
<p>l&#8217;articolo 163 del regolamento di igiene e sanità pubblica del Comune di Grottaglie, ove è ubicato il terzo lotto in ampliamento, prescrive apposite distanze delle discariche di II categoria di tipo B dalle abitazioni, dagli insediamenti rurali, da strade statali e provinciali, il cui mancato rispetto viene rilevato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto sia con riferimento alla prossimità di abitazioni civili e masseria condotta da una cooperativa sociale;</p>
<p>il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di attuazione della direttiva 1999/31/CE, nell&#8217;allegato sui criteri costruttivi e gestionali degli impianti di discarica, prescrive l&#8217;esame delle condizioni locali di accettabilità dell&#8217;impianto in relazione a distanza dai centri abitati, collocazione in zone di produzione di prodotti agricoli ed alimentari definiti ad indicazione geografica o a denominazione di origine protetta, presenza di rilevanti beni storici, artistici, archeologici, imponendo di considerare, inoltre, la direttrice dei venti dominanti per evitare qualsiasi possibile trasporto di fibre di amianto per le discariche destinate ad accettare rifiuti che contengano tale sostanza;</p>
<p>già la legge relativa alla costruzione e all&#8217;esercizio dell&#8217;Acquedotto pugliese prevedeva l&#8217;assoluto divieto di depositi di rifiuti a distanza minore di 60 metri dall&#8217;asse dell&#8217;acquedotto, laddove l&#8217;impianto autorizzato si troverebbe, come rilevato anche dalla determina regionale di autorizzazione integrata ambientale, in prossimità di condutture di acqua potabile della rete di distribuzione che mai erano state rilevate e considerate negli elaborati utilizzati ai fini dell&#8217;iter autorizzativo;</p>
<p>pur in presenza di tutte le sopra citate circostanze, in data 3 luglio 2008 la Regione Puglia ha rilasciato l&#8217;autorizzazione integrata ambientale (AIA), seppur ponendo alcune prescrizioni, relative, fra l&#8217;altro alla prestazione di adeguate garanzie finanziarie riguardanti il periodo post-chiusura dell&#8217;impianto, che non risultavano presentate secondo quanto previsto dalla normativa regionale e nazionale vigente, che esclude l&#8217;utilizzo a tal fine di società di intermediazione finanziaria, potendosi far ricorso soltanto ad aziende di credito o imprese di assicurazione debitamente autorizzate all&#8217;esercizio del ramo cauzioni. Avverso la prescrizione relativa alle fideiussioni la società in oggetto ha proposto ricorso in sede amministrativa, a seguito del quale, nelle more della decisione sul merito, la discarica sta esercitando su provvedimento sospensivo concesso dal TAR nell&#8217;agosto 2008;</p>
<p>la Conferenza dei servizi ha trattato il caso in oggetto il 3 dicembre 2007, indi il 4 febbraio 2008, il 19 marzo 2008 ed infine in data 10 giugno 2008 con la conclusione dell’iter. Va rilevato, a tale proposito, che la società titolare dell’impianto ha peraltro chiesto ed ottenuto dal TAR l’obbligo della conclusione del procedimento entro il 30 giugno 2008;</p>
<p>il rilascio dell&#8217;AIA è stato preceduto da quattro determinazioni del Settore ambiente della Provincia di Taranto rilasciate rispettivamente il 3 novembre 2005, il 23 febbraio 2006, il 19 novembre 2007, il 6 maggio 2008. In particolare la determinazione del 3 novembre 2005, relativa all’approvazione ed all’autorizzazione del progetto di realizzazione del terzo lotto della discarica, è stata oggetto, come già ricordato, di ricorso al TAR e di sentenza del Consiglio di Stato, n. 3191 del 2007. Lo stesso impianto dispone di valutazione di impatto ambientale (VIA) favorevole rilasciata dal Comitato regionale con determina dirigenziale n. 242 del 7 luglio 2004;</p>
<p>la Conferenza di servizi si è conclusa con due indicazioni che la Ecolevante contesta. La prima concerne l’obbligo delle fideiussioni finanziarie previste dal Regolamento regionale n. 18 del 16 luglio 2007. La seconda riguarda la richiesta della società, non accolta dal Comitato tecnico-scientifico sui rifiuti della Regione, di derogare ai limiti di accettabilità dei rifiuti in discarica,</p>
<p>si chiede di sapere:</p>
<p>quali iniziative il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, ritenga di dover assumere al fine di verificare la correttezza, trasparenza e legittimità delle procedure adottate per l&#8217;ampliamento del terzo lotto della discarica di Grottaglie, con particolare riferimento all&#8217;autorizzazione integrata ambientale ed alle autorizzazioni che costituiscono la base condizionante dell’AIA, alla verifica della completezza ed esaustività della documentazione presentata, con particolare riguardo alla rispondenza dello stato dei luoghi e delle caratteristiche ambientali;</p>
<p>quali accertamenti si intendano disporre in ordine alle procedure di controllo della produzione e destinazione di rifiuti liquidi e solidi nonché delle emissioni inquinanti in atmosfera del predetto impianto, al fine di verificarne la corrispondenza alle prescrizioni dettate dalle normative di settore;</p>
<p>se non si ritenga di dover sottoporre a nuova ed approfondita verifica ogni aspetto concernente l&#8217;impatto complessivo della realizzazione del progetto sull&#8217;ambiente e sul paesaggio del territorio interessato, tenendo debito conto della prossimità della condotta idro-potabile in pressione “Cantagallo-Carosino” in prossimità dell’istituendo terzo lotto e della sua compatibilità con una discarica per rifiuti speciali, nonché di tutte le altre circostanze, a cominciare dalla vicinanza di abitazioni civili e manufatti rurali non considerati nella fase di valutazione dell&#8217;impianto, come risultante dalle indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto;</p>
<p>quali verifiche si intendano disporre, anche mediante apposito atto ispettivo, al fine di chiarire la destinabilità del sito prescelto a discarica ed assicurare il rispetto delle procedure previste per i nuovi impianti e di quanto disposto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;</p>
<p>se non si ritenga, infine, di dover assicurare il rispetto dei vicini luoghi di interesse paesaggistico, storico o archeologico, anche mediante la previsione di apposita autorizzazione della competente soprintendenza.</p>
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