Solidarietà per gli otto «presidianti» rinviati a giudizio
20 maggio 2010 by Staff
1 settembre 2008. Un nutrito gruppo di persone aderenti da tempo al Presidio Permanente No Discariche si riunisce d’avanti ai cancelli del cosidetto “terzo lotto”, ovvero la nuova discarica per rifiuti speciali in località La Torre Caprarica, a Grottaglie. La Regione Puglia ha da poco rilasciato l’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) all’Ecolevante spa. La Regione Puglia dell’ecologico presidente Nichi Vendola ha, in pratica, concesso l’apertura definitiva della nuova discarica da 2.200.000 metri cubi di rifiuti speciali. E lo ha fatto ignorando le varie omissioni dell’iter autorizzativo emerse nella Conferenza dei Servizi, le illegittimità nelle autorizzazioni costate anche il rinvio a giudizio per il rappresentante legale dell’Ecolevante spa, tutte le istanze della gente, le manifestazioni di piazza con migliaia di persone, la condotta di acqua potabile a ridosso del bacino di discarica, le attività produttive dell’area, la casa famiglia per orfani-disabili, il Santuario Rupestre e i vari vincoli ambientali, paesaggistici e idrogeologici.
Il primo settembre 2008, all’ingresso della discarica Ecolevante, la fila di camion stracolmi di rifiuti speciali provenienti da ogni dove è lunga. Da poco, non ha più efficacia la legge regionale di iniziativa popolare che disciplina l’ingresso dei rifiuti speciali da fuori regione. Alcuni camion perdono percolato per strada. Perseguibile dalla legge. Un camion pare che abbia una bolla di accompagnamento del 16 agosto. E’ partito da Modugno. 16 giorni per arrivare a Grottaglie. Circostanza questa, più volte pubblicata e dichiarata, ma mai opportunamente smentita dagli interessati.
La gente si siede d’avanti ai cancelli. E’ una manifestazione pacifica, non violenta. Uomini, donne, giovani e anziani chiedono una sola cosa. Un campione del contenuto di quel primo camion in fila. Un campione e tutti a casa. In fondo, in quasi due anni di Presidio Permanente d’avanti alle discariche dell’Ecolevante spa non si è mai assistito ad un’ispezione a sopresa da parte delle autorità competenti. Mai un carotaggio per tranquillizzare la gente da tempo allarmata. Le forze dell’ordine intervenute numerose sul posto pare non vogliano ascoltare la richiesta. Sgombro immediato. L’unica opportunità offerta. Eppure non c’è tensione. Non ci sono persone ostili. Non ci sono black block armati. Non ci sono giovani con manganelli e caschi. Solo persone inermi. Persone per bene. Giovani per bene. Gente che cerca di difendere pacificamente la propria terra ripetutamente stuprata.
Stranamente sul posto, nessun giornalista, nessuna telecamera. Solo agenti in assetto antisommossa. Arriva l’ordine di sgombro. La gente che ha l’unica colpa di essere seduta sul manto stradale viene presa con la forza e trascinata sull’asfalto come non si fa neppure con le bestie. Nessuna distinzione tra giovani, donne o anziani. Nessuna resistenza dei cittadini se non la resistenza offerta dal peso dei loro corpi. Nessuna violenza da parte della gente seduta. Non si può dire lo stesso sulle forze dell’ordine. Un episodio è raccapricciante. Mentre un agente insegue un manifestante inciampa in qualcosa, forse sulla disconnessione tra l’asfalto e lo sterrato, rialzandosi si scaglia con una violenza inaudita verso un giovane appoggiato ad un auto, forse insospettito per un eventuale sgambetto. Momenti di panico. Si teme il peggio per il giovane aggredito. Sono gli stessi colleghi ad allontanare l’agente che ha visibilmente perso la calma. Lo sgombro prosegue con una certa veemenza.
Lo Stato ha perso. Non solo la calma. Ha perso agli occhi dei suoi cittadini. Cittadini impegnati per la difesa dell’ambiente, del creato, come ha chiesto anche il Papa. Cittadini che hanno portato avanti le proprie istanze sempre e solo nel rispetto delle leggi e dello Stato, in ogni sede istituzionale. Il dossier sulle omissioni dell’iter autorizzativo della nuova discarica redatto dal Presidio Permanente è stato inviato a mezzo mondo. A quei cittadini oggi va la nostra solidarietà. A quegli otto cittadini rinviati a giudizio per qualcosa che non hanno commesso va il nostro sostegno, oltre che la nostra solidarietà. Siamo sicuri che dal processo emergerà la loro totale estraneità ai reati contestati.
Allo Stato che solo ieri era impegnato ad “assolvere” gli agenti coinvolti nella sentenza di secondo grado che ha condannato 25 dei 27 poliziotti indagati per l’irruzione e i pestaggi alla scuola Diaz dopo il G8 di Genova, ricordiamo che presso il Tribunale di Taranto c’è un processo da celebrare a carico dell’amministratore dell’Ecolevante spa. Un processo che da anni viene ripetutamente rinviato. Nel frattempo, centinaia di camion continuano a varcare quei cancelli. Giorno e notte.

