Rifiuti: un po’ di chiarezza!
8 gennaio 2008 by Staff
Come se non bastasse già quello che da tempo viviamo sulla nostra pelle a Grottaglie a causa delle scellerate scelte politiche in materia di discariche, siamo oggi costretti ad assistere inermi anche allo scempio perpretato nella vicina Campania, ai cui abitanti va tutta la nostra solidarietà. In una Campania a rischio epidemia che affonda nella spazzatura e in una Puglia in cui le discariche per rifiuti speciali vanno assai di moda, abbondano i tentativi di omologare sotto un unico NO tutte le proteste nazionali al fine di giustificare affermazioni tipo “non si può dire a tutto NO” oppure “questi rifiuti da qualche parte bisogna pur metterli”. E così, ad un tratto, accanto alle ormai diffusissime discariche (72 discariche solo in provincia di Taranto!) diventano all’improvviso indispensabili anche gli inceneritori o, se si preferisce, i termovalorizzatori.
Perchè??? Per soldi! Sempre quelli: i soldi! Il dio denaro che compra tutto e tutti (come qui a Grottaglie!), infischiandosi della gente, della salute e dell’ambiente. È bastata una settimana di emergenza in Campania e gli inceneritori in un baleno sono diventati l’unica soluzione al problema. Tutti li vogliono, centro-destra e centro-sinistra insieme ed i giornali ed i media fanno loro da eco, plagiando la gente con una mirata disinformazione. E allora, di chi fidarci? Di un comico! Ancora lui, Beppe Grillo che sul suo blog, sinteticamente ci informa con una ricetta alternativa:
Inceneritori, perché no.
1 – L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 – L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 – Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 – Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 – Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 – Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 – In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 – I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti
Cosa fare con i rifiuti.
1 – Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 – Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 – Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 – Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 – In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 – La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.
Da oggi, a chi vi propone inceneritori e discariche come soluzione o vi chiede dove mettere i rifiuti, rispondete con quanto sopra. Non sbaglierete!
Dopo la lettura, concedetevi un momento di relax con un video sul tema:

Perfettamente d’accordo con l’autore del post e con Beppe Grillo. Complimenti e auguri per il nuovo sito. Molto serio, per nulla banale!
Ho visto che i commenti sono liberi e mi ci sono buttato! Bravi per il sito! Sui rifiuti ci sarebbe da scrivere un best seller! Mentre in discarica ci butterei solo i politici… soprattutto quello grottagliesi!
leggendo il post mi e’ venuto in mente questo:
incenerire ….e’ un po morire!
Nella riunione a palazzo Chigi di merc.9 la Puglia ha dato una sua disponibilit
[...] dubbio, in direzione della salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. Il post “Rifiuti: un po’ di chiarezza“, anche se sintetico, ha espresso due concetti importanti: il perch