“Non è un paese per vecchi”
12 marzo 2008 by Staff
“Non è un paese per vecchi“, miglior film dell’anno, 4 premi Oscar.
Inutile dire che alla fine del film era tutto poco chiaro, anzi a dire il vero nella mia mente imperava la confusione più totale. Idee, pensieri s’inseguivano fra loro, una prendeva il posto dell’altro, l’altro poco dopo si riprendeva il posto della prima ma nonostante tutto questo turbinio di pensieri, niente, non veniva fuori niente. Ci ho pensato e ripensato tutta la notte ma il senso d’impotenza è rimasto ed è proprio quando sono stato certo di ciò che ho capito cosa i Coen volessero dire. Leweliyn Moss moderno cow boy trova in uno scenario apocalittico una valigia piena di soldi e nonostante la sua provata onestà decide di tenersela, gli fa troppo gola. In quel preciso istante firma la sua condanna a morte e comincia l’esasperante e incessante inseguimento. Chigurh killer-psicopatico, assunto dai proprietari della valigetta grazie a una ricetrasmittente insegue senza tregua il povero cow boy, ammazza chiunque si trovi sulla sua strada, nessuno può frapporsi tra Lui e il suo obiettivo. Rappresenta il destino, il destino di chi sceglie di vivere la sua vita inseguendo la ricchezza senza morale, senza etica, senza valori. Scelta questa via non si può più tornare indietro, si entra in un mondo fatto di nuove regole, spietato dove la vita non ha più alcun senso.
Non è un paese per vecchi e non può esserlo visto che l’esasperante voglia di arricchimento porta alla morte così come muoiono uno dopo l’altro tutti i personaggi coinvolti. I cosiddetti vecchi sono appunto quelli che hanno scelto di vivere la vita apprezzando i giusti valori, con moralità, con etica. Ma i Coen mettono in scena il capolavoro di Cormac Mc Carthy premio Pulizer evidenziando il cambiamento nell’umanità dei valori e la ricerca esasperata della ricchezza, costi quel che costi.
Chigurh il cattivissimo killer sembra essere l’unico personaggio con dei principi, principi ovviamente di morte ma principi che fanno parte della vita che si è scelti di vivere. Lewelyn Moss l’onesto cow boy doveva subito avvisare la polizia senza toccare nulla, così come quei ragazzi che gli vendono il giubbotto nonostante fosse in fin di vita, così come quei musicisti messicani che prendono quei soldi insanguinati dalle sue mani, così come quei ragazzini che vendono a Chigurh la camicia e anch’essi prendono soldi insanguinati. Si può in questi casi prendere soldi? I Coen ci fanno vedere dove la Società sta andando e qual’è il prezzo da pagare. Il prezzo da pagare è l’inutilità della vita, la vita che non ha più alcun valore. È un insegnamento profondo che spesso s’intreccia con le vite di tutti noi.
Come si può infatti per il vil denaro mettere a repentaglio un territorio autorizzando, ad esempio, una mega discarica per rifiuti speciali in prossimità di una condotta di acqua potabile? Che senso ha il denaro se si mette a rischio la vita e la salute pubblica? Quanti “musicisti messicani” sono complici di quello che sta avvenendo sul nostro territorio? Quanti “ragazzi” sono stati risucchiati nel vortice di quel denaro? Quando “Lewelyn Moss” potrà guardare a testa alta e negli occhi il suo destino”Chigurh” senza scappare? Lo “sceriffo Bell” sembra uno spettatore di fronte alla spietatezza di questo mondo, spettatore in quanto nonostante la legge gli conferisca tutti i poteri necessari per intervenire in realtà non ha alcuno strumento per redimere questi uomini che hanno deciso di rinchiudere il senso della vita nella loro “valigetta”.
Recensione curata da Enzo Lupo

L’ho visto ieri sera e devi dire che non mi e`piaciuto affatto troppo violento, troppi morti e troppe scene crude. Un saluto dalla Spagna, Gianluca