Lettera a Giuseppe De Pasquale, giovane estorsore
27 ottobre 2008 by Staff
Caro Giuseppe, sono molto arrabbiato con te.
Per tutto questo fumo attorno alla Wertmuller, hai deviato l’attenzione da problemi piu importanti. Rubare è un’azione vecchia come il mondo, abilita’ di molti incravattati.
Quindi, cosa ce ne importa a noi cittadini se tu ti avvicini alla Wertmuller e estorci per conto di chissacchì?! Il punto, infatti, non sono li 50.000 euro o i 20.000 (scusa ma se fossi stato un estorsore avrei chiesto almeno un milione di euro, trattandosi della Titania…); il punto è che lo hai fatto alla Wertmuller e lo scandalo c’è stato non perchè tu abbia estorto, ma perchè lo hai fatto ad una persona che in quel momento portava con sè un’aura di Internazionalità a questa orribile città. Non si pensi che a Roma sia molto diverso, io stesso ho ricevuto proposte sessuali da un noto produttore esecutivo, rimandate indietro da bravo pugliese. Fare scalpore per un’estorsione alla Wertmuller è molto provinciale. Lo stesso che Valeria Marini sull’isola dei famosi.
Sai come si son sentiti “fighi” i politici nel dire che comunque Taranto è sempre stata accogliente con i registi, che nello stesso momento a Taranto si stava girando un altro film… che Taranto è una città cinematografica… come si disse dopo “il Miracolo”… Tutta pubblicità non per la Wertmuller, che non ne ha bisogno, ma per i politici locali che hanno strumentalizzato il fatto, a cominciare dal caro Vendola. (Quando si degnerà di fare qualcosa per Taranto?)
Giuseppe! Se devi rubare, per favore fallo altrove. A Taranto non si respira e le mamme producono diossina!
Mi duole molto, che tu che sei mio coetaneo, debba fare questo per vivere, di certo non ti sto a fare morali. Ognuno è libero.
Sono solo disgustato da chi mi ha fermato dicendomi… “lo sai che hanno estorto 50.000 euro alla Wertmuller?”. La mia risposta è stata: “La tua sveglia è in ritardo. Non basteranno 50.000 euro per ripagarti di radioterapia e chemioterapia per ripagare te o i tuoi figli, se, Dio non voglia, tu debba ammalarti di Tumore.
Caro Giuseppe De Pasquale, di certo pagherai, ma sappi che la tua pena sarà di gran lunga inferiore a quella che già da tempo doveva essere inflitta e spero sarà inflitta a chi è causa di morti bianche e cancri nella nostra splendida, antichissima città. Che bel trio: tu in galera, Riva che troneggia sulle ciminiere e Vendola che presto si darà al cinema fiero di Taranto, “città ospitale” come dice lui.
Lettera di Valerio Tambone
