Discarica: l’incoerenza del sindaco Raffaele Bagnardi
28 gennaio 2008 by Staff
A pochi giorni dalla discussione in Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) per il cosiddetto III lotto, è stato indetto su esplicita richiesta di Forza Italia un Consiglio comunale monotematico in merito ai “provvedimenti urgenti per il problema delle discariche rifiuti presenti sul territorio comunale”. La politica ambientale dell’ultimo decennio di questa amministrazione comunale è ormai cosa nota a tutti. Il centro-sinistra grottagliese, dopo aver autorizzato ben 2 lotti di discarica per rifiuti speciali con l’amministrazione guidata da Giuseppe Vinci (attuale assessore provinciale alla Pubblica Istruzione), il 13 febbraio 2004, con l’amministrazione guidata dall’attuale sindaco Raffaele Bagnardi, emanava la delibera n. 5 con la quale si autorizzava di fatto la nuova discarica per rifiuti speciali per una capienza di 2.200.000 metri cubi. Il TAR di Lecce, su istanza del Comitato Vigiliamo per la Discarica di Grottaglie, con la sentenza n.3830 del 05.07.2006 annullava però tutti gli atti di autorizzazione. Alla Ecolevante spa, gestore dell’impianto, occorreva qualcosa di nuovo per ricorrere al Consiglio di Stato per ribaltare la sentenza del TAR. Ecco allora la riperimetrazione del PUTT voluta a tutti i costi dal sindaco Bagnardi e dalla sua amministrazione in contrasto con quanto richiesto a gran voce da un crescente movimento popolare stanco di subire passivamente queste scellerate scelte ambientali calate dall’alto. Pare inverosimile, alla luce di quanto appena detto, che il sindaco Bagnardi e la sua maggioranza continuino nel vano tentativo di addossare ad altri quelle che sono le loro evidenti responsabilità politiche ed amministrative. Inutile nascondersi dietro i pareri tecnici favorevoli che si forniscono se, tra l’altro, questi pareri sono pieni di gravissime omissioni. Dalle osservazioni che anche il coordinamento cittadino di Forza Italia ha presentato per la fase dibattimentale dell’A.I.A., si evince che nell’iter autorizzativo del cosiddetto III lotto è stata del tutto trascurata la presenza a pochi metri dal bacino di discarica di un’importante conduttura dell’Acquedotto Pugliese. E questo è solo un esempio.
Cosa dire, invece, del confronto sempre negato alla società civile che da mesi protesta nei pressi della discarica La Torre Caprarica? Se il sindaco fosse stato mosso da onestà intellettuale avrebbe portato il suo saluto con la fascia tricolore al petto, così come si conviene in questi casi, a quei suoi concittadini che da oltre 4 mesi sfidano il freddo ed il gelo per la difesa dell’ambiente e del territorio circostante. E, invece, un’assurda ordinanza di rimozione del presidio per i motivi che il presidio stesso denuncia da tempo; anche questa, “colpa” dell’ufficio tecnico.
L’incoerenza del sindaco Bagnardi e della sua amministrazione ha assunto proporzioni così vaste da apparire come un insulto all’intelligenza della gente. Una volta per tutte va fatta chiarezza: se realmente ci fosse stata l’intenzione, da parte di Bagnardi e del suo centro-sinistra, di bloccare questo ennesimo schiaffo al nostro territorio la strada percorribile era una e soltanto una: la revoca in autotutela degli atti autorizzativi. E questo, non è stato fatto.
da Enzo Lupo
Coordinatore cittadino di Forza Italia
