Diossina: abbattiamo le mamme?
13 settembre 2008 by Staff


L’ILVA inquina. L’ILVA uccide. Ogni giorno decine di persone muoiono in provincia di Taranto per patologie riconducibili all’inquinamento ambientale. Centinaia, migliaia di persone all’anno. Una strage. Un disastro ambientale e umano di proporzioni planetarie se è vero come è vero che la sola ILVA di Taranto produce il 10% dell’ossido di carbonio, il 9 % di piombo, il 9 % di diossina e l’8% di idrocarburi policiclici aromatici emessi in Europa. Da Taranto si inquina l’Europa, il mondo.
È notizia ufficiale: i capi di bestiame che risultato positivi alla diossina verranno abbattuti. La loro colpa è stata quella di pascolare nelle aree limitrofe al grande mostro. Una colpa che costerà loro la vita. La loro e, forse, quella dei loro allevatori che da quegli animali da quel latte, traggono il misero profitto per tirare a campare in un mondo sempre più ingiusto e sempre più povero per i poveri. Per chi è inquinato la morte, per chi inquina fuori da ogni regola profitti da miliardi di euro.
Nel latte materno, la diossina. Neonati appena venuti al mondo che poppano veleno alla spina dal seno materno. Anche questo accade a Taranto e provincia. Nasce spontanea una domanda. Se le pecore si abbattono per non immettere nel ciclo alimentare la diossina che portano in corpo, quale sarà la pena per le mamme che allattano i propri figli direttamente con la diossina?
160.000 euro è il valore complessivo che sarà risarcito per le greggi da sterminare. Quale dovrebbe essere, invece, il rimborso per l’abbattimento di una mamma? O di un figlio?
Una provincia come quella di Taranto con l’ILVA, con 72 discariche autorizzate (gran parte per rifiuti che importiamo dal resto d’Italia e d’Europa), con 48 discariche abusive sequestrate e con numerosi altri impianti industriali ad alto impatto ambientale, ha solo una strada da percorrere… chiedere il conto per questo DISASTRO. Coloro che autorizzano questi mostri, coloro che non controllano, coloro che lucrano sulla pelle della gente devono essere chiamati in causa in prima persona per risarcire questa CARNEFICINA.

Mi
QUI CUSTODIET CUSTODES? (Platone – chi controlla i controllori?)
E’ tutto in questa frase il nodo gordiano.
Chi controlla coloro che vigilano o dovrebbero vigilare? Tante autorizzazioni con nomi altisonanti ….
Ma si ha un bel dire, per esempio, “con l’autorizzazione della Sovrintendenza alle Belle Arti”…
In casi eclatanti di sfregio del territorio, possibile mai che la Sovrintendenza alle Belle Arti dia licenza di assassinare il territorio? E cosi’ nel caso della salute pubblica. Possibile mai che il Ministero alla Salute conceda il permesso di assassinare la gente? Ma scherziamo! Mi rifiuto di crederci!
QUI CUSTODIET CUSTODES?